Trasformare la barra delle applicazioni in quella di Windows 7

24 febbraio, 2009 by PubbliMAKER  
Pubblicato in: News, Suggerimenti informatici

Vediamo come visualizzare, in modo analogo a quanto avviene in Windows 7, solamente le icone dei programmi aperti nella taskbar. È sufficiente un piccolo file di registro, compatibile con Windows Vista.

La nuova Taskbar, anzi, “SuperBar” di Windows 7 ha la peculiarità di mostrare solo le icone delle finestre aperte, tralasciandone il nome. È un effetto carino, che non impedisce il riconoscimento delle varie applicazioni aperte: vediamo quindi come implementarlo anche su Windows Vista.

Trovate correlato a questo articolo l’archivio TaskBar Seven. Scarichiamo l’archivio e lanciamo il file [ON]Taskbar Seven.reg per modificare lo stile di Vista, e confermiamo le modifiche al registro.

Al riavvio, il sistema avrà una taskbar in stile Windows 7.

Per tornare invece allo stato originario, tornando a vedere una taskbar con i nomi della finestre oltre che all’icona, basta lanciare il file [OFF]Taskbar Seven.reg, confermando anche stavolta le modifiche al registro.

NON funziona con Windows XP

Crea Icone ( Free )

24 febbraio, 2009 by PubbliMAKER  
Pubblicato in: News, Software

Un semplice programma gratuito per Windows ci permette di creare icone a partire da zero o ricavandole da file immagine.

Grazie a questo software possiamo:

* Modificare l’icona di un tipo di file
* Ripristinare l’icona Risorse del Computer
* Cambiare icona a “Mostra Desktop”
* Eliminare l’icona di Antivir dal pannello di controllo
* Ripristinare l’icona di Internet Explorer

Chi di voi non ha mai cercato di abbellire la grafica del proprio PC?

Esistono ormai molti programmi che permettono di cambiarne il tema, inserirvi interessanti effetti grafici o cambiare le proprie icone. Icone appunto… Ma se le icone le volessimo fare noi?

Ho recentemente trovato un semplice programma che permette di creare icone da zero o di crearle partendo da un file immagine.

Il programma si chiama Greenfish Icon Editor. Si tratta di una applicazione stand-alone estremamente facile da utilizzare. Scaricate la cartella compressa estraete i file al suo interno in una qualunque posizione.

A questo punto sarà sufficiente aprire l’eseguibile gfie.exe per avviare il programma.

Vi si presenterà una schermata dove verrà chiesta l’operazione da compiere:

* Creare un file nuovo: permette di creare da zero la propria icona
* Aprire un documento esistente: permette di aprire diverse estensioni di file per creare un’icona a partire da file esistenti
* Aprire un file recente
* Estrarre risorse da un file eseguibile: moltissimi eseguibili o librerie Dll contengono al loro interno delle icone già pronte. Grazie a questa funzione, è possibile esportarle in un comodo file .ico.
* Convertire immagini in icone

Creazione icona

Vediamo come creare un icona. Selezioniate l’opzione Crea un file nuovo; a questo punto vi verrà chiesta la misura dell’icona che si vuole creare: si va dalla più piccola, 16×16, all’enorme 256×256, il cui supporto è stato introdotto da Windows Vista.

Questi numeri ovviamente rappresentano i pixel: 16×16 vuole quindi dire un’icona a 256 pixel, mentre una 256×256 una a 65.536… ovviamente più sono i pixel, maggiore sarà il lavoro da fare per creare la vostra icona, ma un’icona grande è sicuramente più bella perchè più definita.

Sono presenti gli strumenti base per disegnare, tipici di un programma di fotoritocco: la matita selezionante, che permette di selezionare un’area da riempire in seguito con il secchio o con la spatola, la matita normale, la gomma ecc.

I risultati, se il lavoro viene fatto con un po’ di pazienza, possono essere piacevoli.

Finito il lavoro, potete salvarlo dal menu File cliccando “Salva”; sono presenti diverse estensioni che possiamo dare al file: JPEG, ICO, CUR (cursori), ANI, PNG, XPM.
Se invece nella schermata principale selezioniamo Converti una selezione di immagini possiamo facilmente convertire file immagine, come JPEG e PNG, in icone o puntatori del mouse e viceversa, tutto con la massima semplicità.

Scoprire il tradimento su Internet

24 febbraio, 2009 by PubbliMAKER  
Pubblicato in: Internet, News

Secondo l’associazione avvocati matrimonialisti (Ami) l’80% dei tradimenti è scoperto tramite internet, sms e new media. Sul web tutto è più veloce, il corteggiamento, il tradimento, la scoperta del tradimento, la separazione e il divorzio. Ad accelerare questa tendenza, hanno contribuito i social network e le community online. In particolar modo Facebook che ha permesso di riallacciare facilmente i contatti con le vecchie amicizie, colleghi e con le ex fiamme del passato. Se da un lato Facebook offre una vita sociale e pubblica, con milioni di iscritti a popolare i forum, dall’altro non esclude la possibilità di instaurare una relazione riservata tra due persone mediante chat, come una sorta di appuntamento privato da consumarsi in segretezza e senza troppi ostacoli. Dietro lo schermo di un computer ci si apre di più alle confidenze ed è più difficile comprendere l’interesse dell’altro, non potendo analizzare i messaggi del corpo e del viso, scoprendo così affinità virtuali con conoscenti e nuovi amici/amiche sconosciute. Dal tradimento virtuale a quello reale, il passaggio è altrettanto rapido. E altrettanto rapida è la possibilità che il partner si accorga del tradimento tramite le numerose tracce digitali lasciate dal fedifrago in questione (vedi “divorzio su Facebook”). Ma non c’è solo Facebook a minare la vita di coppia degli italiani. I messaggini Sms sono un’altra causa di separazione. Rispetto alle email o ai Social network, il cellulare non ha password ed è molto semplice consultare gli Sms in arrivo o spediti. E’ sufficiente un momento di distrazione per farsi gli affari del partner, scoprendo magari una relazione segreta o un tradimento. Va comunque ribadito che chi controlla il proprio coniuge (o partner) viola a tutti gli effetti la privacy di un’altra persona, commettendo un reato. Il boom delle nuove social technologies rende più semplice scoprire le infedeltà, a tutto vantaggio degli avvocati divorzisti e delle agenzie di investigazione privata.

Fonte Metronews 20/2/2009

TuristiPerCaso.tv

24 febbraio, 2009 by PubbliMAKER  
Pubblicato in: Internet, News

Questo nuovo sito è dedicato agli appassionati di turismo, con ampio spazio per le videoriprese realizzate in viaggio dagli utenti.

Tutti coloro che amano realizzare filmati delle proprie vacanze in giro per il mondo hanno oggi un nuovo sito da aggiungere ai propri preferiti: TuristiPerCaso.tv.

Il nuovo portale è il complemento di TuristiPerCaso.it, punto di riferimento per gli appassionati della celebre trasmissione televisiva. Contrariamente a quest’ultimo però, sul nuovo dominio .tv sono le produzioni video ad essere in evidenza, con un occhio di riguardo al materiale a più alta risoluzione.

Oltre ai contenuti proposti dalla redazione, verrà dedicato ampio spazio anche agli utenti: i visitatori possono infatti caricare e condividere le proprie produzioni amatoriali, che potranno quindi essere visualizzate e votate.

Fra tutti i partecipanti, verranno inoltre sorteggiati numerosi premi, fra cui spicca un super-premio finale di tutto rispetto: una crociera per otto persone della durata di 7 giorni.

Fornire supporto da remoto con TeamViewer 4

22 febbraio, 2009 by PubbliMAKER  
Pubblicato in: News, Software

Nuova versione rilasciata per il celeberrimo programma di controllo remoto del computer. Le novità non mancano, accesso via browser e una lista di amici sono i punti forti, insieme ad altre nuove funzionalità minori. Giunta in rete da pochi giorni la quarta e ultima versione disponibile, porta con sé interessanti nuove funzionalità.

La possibilità di creare un account permette di accedere a diverse nuove funzioni, come il supporto via browser e la lista dei partner, due caratteristiche che approfondiremo tra poche righe.
Supporto remoto via browser

La novità più interessante è senza dubbio la possibilità di fornire supporto remoto via browser. Dopo aver effettuato il login sul sito ufficiale, abbiamo la possibilità di inserire un ID e una password per prestare assistenza direttamente dal browser a un computer dislocato da qualche parte nel globo.
Questo dà la possibilità di poter aiutare qualcuno sempre e da qualunque computer, basta infatti un qualunque browser con Flash installato per usufruire della funzione, requisiti ormai presenti anche nei computer più datati.

Gli aspetti negativi sono due: una latenza più accentuata nell’esecuzione dei comandi e nella visualizzazione del computer remoto, e anche l’impossibilità di ricevere assistenza senza aver installato il programma.
Lista partner

Dopo essersi registrati, possiamo amministrare una lista di amici – che TeamViewer chiama partner -. Questi amici a loro volta devono essere registrati.

Ma dove sta la comodità? Non serve più un ID da dettare al telefono, basterà infatti sapere la password (preimpostabile fin dalla versione precedente) e potremo avere accesso al computer remoto.

Questa lista può essere modificata o dal sito ufficiale o direttamente dal programma stesso, cliccando su Lista Partner in basso a destra. Da entrambe le posizioni basterà un doppio clic su un amico per connettersi al suo computer previa sua autorizzazione.
Informazioni sul sistema remoto

Una volta connessi al computer remoto, aprendo il menu Extra e scegliendo la voce Info sul sistema remoto potremo avere accesso alle informazioni hardware e software del sistema operativo di cui abbiamo preso possesso.

TeamViewer 4 5.PNG

Un enorme vantaggio, visto che molte delle persone a cui faremo assistenza non è in grado di fornirci queste informazioni.
Modificare la risoluzione remota

Dal menu Visualizza –> Risoluzione dello schermo possiamo impostare da remoto una risoluzione diversa da quella attualmente in uso sul computer remoto. Personalmente, la trovo una funzione utile; a volte mi è capitato di fare assistenza su computer con risoluzioni assurdamente alte, dove leggere era praticamente impossibile.

Theme WP – Modifiche su richiesta

22 febbraio, 2009 by PubbliMAKER  
Pubblicato in: News, PubbliMAKER News

Se siete interessati alla personalizzazione di un Theme per Wordpress inviateci una Vs richiesta completa delle modifiche che vorreste.

Eseguiamo anche l’ impostazione delle categorie per uno specifico theme.

RevoUninstaller: disinstallare e rimuovere programmi

21 febbraio, 2009 by PubbliMAKER  
Pubblicato in: News, Software

revouninstallerQuante volte, dopo aver disinstallato un programma, ne troviamo ancora traccia nel nostro computer? Grazie a RevoUninstaller ce ne libereremo definitivamente.

La disinstallazione di un programma, spesso e volentieri, non è mai totale, poiché qualche chiave di registro o qualche file rimane praticamente sempre.

RevoUninstaller, programma freeware e in italiano, ci garantisce una migliore efficienza nella rimozione totale dei programmi installati.

La grafica di Revo Uninstaller è molto chiara: basta selezionare il programma da rimuovere e premere Disinstalla.

Download

Restyling del Sito Aziendale

21 febbraio, 2009 by PubbliMAKER  
Pubblicato in: News, PubbliMAKER News

pbmk-it Online il nuovo Sito della PubbliMAKER.

Rinnovato nella grafica e arricchito di contenuti e pagine offre una esaudiente panoramica a riguardo della Realizzazione di un Sito Web.

Nuova veste grafica del Blog

21 febbraio, 2009 by PubbliMAKER  
Pubblicato in: News, PubbliMAKER News

Come per il Sito Aziendale anche  il Blog della PubbliMAKER si rinnova sia nella veste grafica sia nei contenuti.

blog-pbmk

Basato su un Theme professionale, il Revolution Life Style, si arricchisce di nuovi contenuti e nuove funzionalità.
Restate informati iscrivendovi ai Ns Feed RSS ed alla Ns. Newsletter. Inviateci anche i Vs. commenti.

M-Lab di Google rileva le connessione filtrate

21 febbraio, 2009 by PubbliMAKER  
Pubblicato in: Internet, News

google_smGoogle lancia un nuovo strumento che consente di misurare e diagnosticare le performance della propria connessione ad Internet. Fra i tool disponibili, anche uno in grado di rilevare se il provider “strozza” BitTorrent.

Quella della “Net Neutrality”, ovvero la progressiva tendenza a realizzare “corsie preferenziali” per talune tipologie di traffico Internet a discapito di altre, è una questione dibattuta in rete ormai da molti anni.

Sotto i rilflettori è soprattutto il flusso dei programmi di peer-to-peer, inviso sia ai provider (a causa dell’enorme volume di traffico generato, e della relativa necessità di acquistare maggior banda passante), sia alle corporation dell’intrattenimento (per via degli scambi non sempre rispettosi dei diritti d’autore che spesso hanno luogo fra i nodi collegati).

Google è da sempre in prima linea nel difendere la necessità di mantenere le connessioni neutrali in tal senso. Dopo aver chiarito a più riprese la propria posizione sull’argomento, Big G ha scelto di far seguire alle parole anche i fatti. Il risultato si chiama M-Lab, abbreviazione di un progetto denominato Measurament Lab realizzato in tandem con il mondo accademico ed altre realtà aperte.

M-Lab è teso da un lato a raccogliere informazioni circa la portata del fenomeno (che saranno poi rese liberamente disponibili a chiunque ne facesse richiesta), e, dall’altro, a sensibilizzare l’utenza circa la politica adottata dai vari ISP.

I test

Il primo test a disposizione è denominato Network Diagnostic Tool (NDT): lo scopo di questo strumento è quello di calcolare la velocità effettiva di download e upload, effettuando nel frattempo una diagnostica utile a risolvere eventuali problemi che stessero contribuendo a ridurre le prestazioni della rete.

Glasnost è il secondo strumento presentato. Si tratta di un programa, disponibile invero da maggio 2008, espressamente realizzato per rilevare eventuali strozzature applicate al traffico BiTorrent

Network Path and Application Diagnosis (NPAD) è piuttosto simile invece al test NDT: anche in questo caso, si tratta di uno programma designato a rilevare le cause dei rallentamenti nella connessione.

Altri due test sono attualmente in fase di sviluppo e verranno resi disponibili a breve: DiffProbe, grazie al quale capire se il provider sta etichettando come “bassa priorità” alcune informazioni in transito, e NANO, per rilevare eventuali degradazioni applicate a certi utenti, applicazioni o destinazioni.

Gli applicativi ad oggi disponibili sono implementati mediante applet Java: come tali, hanno l’interessante vantaggio di essere compatibili con tutti i sistemi operativi su cui sia istallata la Java Virtual Machine e non richiedere l’installazione di alcun ulteriore software in locale.

Al momento in cui scrivo, il servizio è stato letteralmente preso d’assalto, chiaro segno dell’altissimo interesse suscitato nel popolo della rete dalla questione. Il risultato è che molti test sono disponibili a singhiozzo, e solo fuori dalle ore di punta. Google ha comunque già annunciato l’intenzione di allargare la potenza di calcolo a disposizione, affiancando ai 36 server già impiegati altri elaboratori, da dislocarsi sia in America, sia in Europa.

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